Preso atto che
la Regione Lombardia destina in via esclusiva l’80% dei suoi fondi per il diritto allo studio ai soli studenti della scuola privata nonostante le scuole pubbliche, frequentate dal 91% degli studenti, stiano subendo il più vasto taglio alle risorse della storia repubblicana.
Che per la “Dote per la libertà di scelta”, strumento concreto con il quale viene eluso il divieto di finanziamento pubblico diretto della scuola privata enunciato dall’articolo 33 della Costituzione, (“Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato) sono stati annunciati 22 milioni di euro per il 2010-2012.
Considerato che
per accedere alla “Dote per la libertà di scelta”, destinata esclusivamente agli studenti delle private, non occorre esibire il parametro Isee, bensì l’Indicatore Reddituale autocertificato che presenta due caratteristiche che lo differenziano sostanzialmente da quello Isee:
- considera soltanto la composizione e il reddito del nucleo familiare, ma non il patrimonio immobiliare, né quello mobiliare.
- i limiti di reddito sono immensamente più generosi, cioè per accedere al buono scuola l’indicatore reddituale non deve superare 46.597 euro. Il che significa appunto, traducendo il parametro in reddito reale, che puoi accedere al buono anche con un reddito annuo dichiarato di oltre 100.000 euro.
Visto che
le famiglie degli studenti della scuola pubblica che intendono richiedere alla Regione l’erogazione di un sostegno per il diritto allo studio, cioè la “dote sostegno al reddito” o la “dote merito” devono invece esibire l’Isee: nel primo caso il parametro Isee deve essere inferiore a 15.458 euro e nel secondo inferiore a 20.000 euro.
Considerato che
la Dote scuola, destinata agli studenti che frequentano i percorsi educativi per l’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e formazione dai 6 ai 18 anni, è così stabilita dalla Regione Lombardia:
Scuole statali- € 120 per la scuola primaria
- € 220 per la scuola secondaria di I grado
- € 320 per la scuola secondaria di II grado
Scuole private
- 50% della spesa dichiarata, fino ad un massimo di € 1.050 (Indicatore Reddituale non superiore ad € 8.348)
- 25% della spesa dichiarata, fino ad un massimo di € 1.050 (Indicatore Reddituale non superiore ad € 46.597)
Per studenti delle scuole paritarie appartenenti a famiglie con ISEE inferiore o uguale a 15.458 euro, viene riconosciuta un’integrazione:
- 500 euro per lo studente della scuola primaria
- 700 euro per la scuola secondaria di I grado
- 1.000 euro per la scuola secondaria di II grado.
- Contributo per disabilità (non previsto per la scuola statale) - Per gli studenti portatori di handicap certificato dall’ASL, è previsto un contributo aggiuntivo di3.000 euro per le spese riguardanti l’insegnante di sostegno. Non sono richiesti ISEE o Indicatore reddituale.
Preso atto che
Oltre ai 4.085.182,28 di euro elargiti alle scuole private bresciane nel 2008-2009 (ultimo dato disponibile) dalla Regione Lombardia vi sono inoltre fondi provenienti dal bilancio regionale non ancora compresi nella Dote Scuola, perché erogati ai Comuni e non alle famiglie.
Rilevato che
Nell’anno scolastico 2009-2010 l’Amministrazione ha contribuito al Diritto allo Studio con la somma di:
- € 127.000 per la scuola pubblica: n° alunni (infanzia-primaria.secondaria I grado) 1470 (€ 86 per alunno)
- € 59.000 per le scuole dell’infanzia autonome “Paola di Rosa” e “Tisi Bresciani”: n° alunni 146 residenti a Lonato (€ 404 per alunno) (Come viene esplicitato nel Piano per il diritto allo studio del Comune di Lonato, in base alla L.R. 81/80 Art. 5 il contributo viene dato per “incentivare la frequenza prima dell’età dell’obbligo e riconoscendo il servizio svolto in questo senso dalle locali scuole dell’infanzia autonome”)
- € 10.329 per contributo trasporto studenti IPA
Preso atto che
la quota di iscrizione alla Scuola Secondaria di II grado è più che raddoppiata rispetto all’anno precedente e molte famiglie, colpite dalla crisi economica, si trovano in grande difficoltà a sostenere le spese scolastiche.
Che le scuole superiori pubbliche hanno visto decurtare in modo drastico il budget a loro destinato non potendo così in molti casi addossarsi neppure le spese delle fotocopie necessarie per la didattica.
Che le scuole superiori pubbliche hanno visto decurtare in modo drastico il budget a loro destinato non potendo così in molti casi addossarsi neppure le spese delle fotocopie necessarie per la didattica.
Ritenuto che
assicurare la possibilità di accedere all’istruzione è un presupposto per garantire una piena realizzazione del diritto all’istruzione sancito dalla Costituzione (art. 34) ed è la chiave dello sviluppo economico e del godimento di molti altri diritti umani.Il gruppo consiliare “ViviAmo Lonato” impegna il Sindaco e la Giunta
a predisporre alcune importanti modifiche al Diritto allo Studio che sarà elargito nell’anno 2010-2011:
- Il contributo agli istituti “Paola di Rosa” e “Tisi Bresciani” dovrà essere determinato annualmente in base al bilancio presentato dall’ente gestore della scuola, al contributo regionale elargito dalla Regione Lombardia alle famiglie e al numero dei bambini lonatesi che frequentano la scuola dell’infanzia Più corrispondente a quanto sancisce la nostra Costituzione sarebbe il contributo dato direttamente alle famiglie che ne facciano richiesta presentando la certificazione ISEE. (“Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato)
- Gli istituti autonomi dovranno rendere pubblico il quadro delle entrate e delle uscite in modo da rendere evidente il rapporto fra costi di gestione, contributi pubblici e tariffe a carico delle famiglie dandone comunicazione anche all’Amministrazione comunale entro il 30-09 di ogni esercizio finanziario specificando particolarmente l’utilizzo dei contributi del Comune di Lonato d/G nonché degli altri contributi pubblici erogati dalla Regione e dal Ministero della P.I.;
- Nella convenzione con le scuole autonome dovrà essere garantito da parte del gestore l’abbattimento delle barriere architettoniche e il sostegno didattico necessario perché anche la famiglia di un portatore di handicap possa effettuare il tanto decantato “diritto alla libertà di scelta”. (Nessun alunno diversamente abile è iscritto alle scuole dell’infanzia autonome). Dovrà altresì essere introdotto il punto “Indirizzi per il contenimento delle rette a carico delle famiglie”. Retta attuale: € 135 (€ 55 fisso - € 4 a pasto senza distinzione di fascia – una tantum per spese scolastiche) . Infanzia statale: da un minimo di € 11,4 ad un massimo di € 86;
- L’Amministrazione dovrà provvedere un rimborso spese per le famiglie in difficoltà economica che hanno figli che frequentano la scuola superiore pubblica per garantire che l’abbandono scolastico non scaturisca da problemi economici come prevede la normativa vigente. Nell’a.s. 2009-2010, come risulta dal piano per il Diritto allo Studio, non è stato elargito nessun bonus.
- Per il trasporto degli alunni della scuola superiore nell’attuale Piano per il diritto allo Studio è prevista una quota fissa di € 310,50 annue indipendentemente dal reddito della famiglia. Vista la dilagante crisi economica dovranno essere adottate le fasce Isee anche per i suddetti studenti. Si ricordi a tal fine che gli studenti della classe 1^ e 2^ della scuola superiore rientrano ancora nella fascia della scuola dell’obbligo scolastico (Decreto Ministeriale 22 Agosto 2007, n. 139 Art. 1 “L’istruzione obbligatoria è impartita per almeno 10 anni”).
Si prende atto che la convenzione con le scuole dell’infanzia autonome risale al triennio 2002-2005, confermata con delibere successive.